venerdì 30 giugno 2023

La meridiana

Che cos’è? 
La meridiana è quello strumento che indica il mezzogiorno. Ricordiamo qui che il mezzogiorno è quell’istante della giornata in cui il Sole passa sul meridiano del luogo.

Come funziona? 
Il funzionamento della meridiana è estremamente semplice: a mezzogiorno uno gnomone esposto al sole proietta sul terreno un’ombra la cui lunghezza varia a seconda dell’altezza del Sole nel cielo; di conseguenza, conoscendo l’inclinazione dei raggi solari rispetto al terreno è possibile determinare il periodo dell’anno in cui ci troviamo. Quindi una delle funzioni della meridiana è quella di calendario.





Angoli di inclinazione dei raggi solari rispetto alla verticale al terreno (Roma)

Perché è stata inventata? 
La meridiana è stata oggetto di interesse da parte della Chiesa in quanto permette di determinare la data della Pasqua. Ricordiamo che, a differenza del Natale, la Pasqua è una festa mobile e dipende dai moti del Sole e della Luna. Infatti, come volevano le regole dettate dai Padri del Concilio di Nicea del 325 d. C., la Pasqua doveva essere celebrata nella prima domenica dopo il primo plenilunio che segue l’Equinozio di Primavera. La meridiana serviva dunque a determinare con precisione l’istante dell’Equinozio di Primavera che avrebbe permesso di definire la data della Pasqua.

Laboratorio: “Costruiamo una meridiana”



Materiali: assi di legno di circa 1 m, goniometro, spago, metro a nastro,

 

calcolatrice


Domande stimolo:

  • che cos’è il mezzogiorno?
  • come posso determinarlo senza l’orologio?
  • In quali luoghi della Terra è mezzogiorno nello stesso istante? Perché?


Obiettivi:

  • costruire una meridiana per la misura del mezzogiorno locale vero.
  • comprendere l’importanza dello strumento per la misura degli equinozi e dei solstizi
  • acquisire una migliore comprensione dei moti terrestri



giovedì 29 giugno 2023

Il compasso aureo

 Laboratorio: “Leonardo da Vinci e il compasso aureo”








Obiettivi:

  • conoscere il rapporto aureo e saperlo individuare nel corpo umano;
  • riconoscere il rapporto aureo in alcune espressioni artistiche (fotografie, dipinti, edifici,…
  • costruire uno strumento che permetta di riconoscere se due misure sono in rapporto  aureo tra loro;
  • utilizzare il compasso aureo per realizzare disegni in sezione aurea

mercoledì 8 febbraio 2023

LABORATORIO MASSA, VOLUME E DENSITA'

 

Argomenti

  • Densità
  • Massa
  • Volume
  • Principio di Archimede

Obiettivi di apprendimento

  • Descrivere come il concetto di densità dipenda da massa e volume di un materiale.
  • Spiegare come oggetti di stessa massa possano avere diverso volume e oggetti di stesso volume possano avere diversa massa.
  • Spiegare come le variazioni di massa e di volume di una materiale non ne modificano la densità (ovvero comprendere che la densità è una proprietà intrinseca di un certo materiale).
  • Misurare il volume di un oggetto osservando la quantità di fluido spostato.
  • Utilizzando una tabella di densità note, identificare un materiale ignoto a partire dal calcolo della sua densità.

https://phet.colorado.edu/sims/html/density/1.0.0/density_it.html


Link alla scheda di laboratorio:

https://drive.google.com/file/d/1t2a7qOGAUxbcQjagP6GgAUKk4pI-K7Iw/view?usp=drive_link

lunedì 30 settembre 2019

Appunti di cinematica

Appunti su: moto rettilineo uniforme, moto uniformemente accelerato; moto vario; moto circolare uniforme:

Appunti

sabato 16 febbraio 2019

I detersivi industriali

Possiamo suddividere i detersivi per la pulizia della casa in tre categorie principali:

  • sgrassatori: puliscono lo sporco grasso (Es. detersivi per il pavimento, superfici e sapone per i panni)
  • smacchiatori/igienizzanti: hanno un’azione anti-batterica (igienizzante) e sbiancante (candeggina, ammoniaca,…)
  • anticalcare: scioglie il calcare (Viakal e simili)

Tutti questi detersivi possiedono al loro interno diverse sostanze chimiche ma solo alcune servono effettivamente a pulire; queste sostanze fondamentali sono riportate nella tabella seguente:



Detersivo
Sostanza chimica fondamentale
sgrassatore
tensioattivi
Smacchiatore/igienizzante
Composti a base di cloro (Es. ipoclorito di sodio e/o perossido di sodio
anticalcare
Acidi (acido citrico e formico)

Le altre sostanze chimiche presenti nei detersivi (coloranti, conservanti, profumo, sbiancanti ottici,…) sono per lo più inquinanti e non indispensabili al fine della pulizia.
Come abbiamo già visto i tensioattivi sono i costituenti principali del sapone e la loro funzione è quella di "agganciare" e "trascinare via lo sporco grasso, il quale è costituito essenzialmente da molecole idrofobe (lipidi).
L'ipoclorito di sodio e il perossido di idrogeno (acqua ossigenata) liberano ossigeno, creando così un ambiente inospitale per la proliferazione dei batteri.
Infine, gli acidi usati nell'anticalcare sciolgono il calcare presente nell'acqua.  

Esercizio 1: quali sostanze chimiche utilizzi per realizzare uno spruzzino sgrassatore igienizzante?

Esercizio2 : quali sostanze chimiche utilizzi per realizzare uno spruzzino sgrassatore anticalcare?




sabato 9 febbraio 2019

Esercizio: le proporzioni nell'ottica geometrica





La figura seguente mostra la formazione di un'immagine in uno specchio concavo (l'immagine A'B' è rimpicciolita e capovolta rispetto alla figura reale AB).



















a) spiega perché i triangoli ABC e A'B'C sono simili (suggerimento: ricorda che due triangoli sono simili se gli angoli...)

b) Sapendo che AB = 1,7 m, AC = 1,2 m e A'C = 0,8 m calcola l'altezza dell'immagine riflessa A'B'

sabato 2 febbraio 2019

Detersivi ecologici


Detersivi ecologici

La chimica ci può venire in aiuto nella produzione di prodotti di pulizia della casa ecologici. I detersivi che si trovano negli scaffali dei negozi contengono una marea di sostanze che per la maggior parte sono inquinanti (coloranti, profumi, derivati del petrolio,…). Utilizzando delle sostanze chimiche di uso comune come acido citrico, carbonato di sodio e acqua ossigenata, invece, è possibile infatti realizzare degli ottimi detersivi poco inquinanti.
Per poterli realizzare è necessario, però, conoscere le proprietà delle sostanze chimiche utilizzate in modo tale da comprendere il “perché” si usa un ben preciso ingrediente per realizzare un certo detersivo.
Vediamone una per una.

1) Acido citrico: è una polvere inodore, molto solubile in acqua e soprattutto non pericolosa.
Per utilizzarlo basta aggiungere la polvere all’acqua e si ottiene una soluzione acida che toglie il calcare dal lavandino, brocche e pentole, senza lasciare residui.
Una volta spruzzato sull’oggetto o superficie da decalcificare, si lascia agire per pochi minuti e alla fine si risciacqua.
Perché funziona? Perché il carbonato di calcio (CaCO3), ossia il calcare, si scioglie con le soluzioni acide. Quindi non va usato sul marmo e sulle pietre naturali, costituite anche loro da CaCO3, perché le rovinerebbe.

2) Carbonato di sodio: detto anche Soda Solvay (si legge “solvè”) è una sostanza che risulta molto utile nell’autoproduzione di detersivi.
A cosa serve? Se per esempio volete uno sgrassatore super efficace, non puzzolente, ecologico ed economico, basta mischiare acqua, solvay e detersivo piatti (ecologico).
Perché funziona? La soda solvay chimicamente è una base (l’opposto dell’acido citrico per capirci).
Grazie a questa sua caratteristica è in grado di aumentare la basicità della soluzione in cui viene sciolta (tecnicamente aumenta il suo pH) e questo contribuisce a disgregare i grassi e aiutare il lavoro del tensioattivo.


3) Acqua ossigenata: nome comune del perossido di idrogeno (H2O2), prodotto che spesso abbiamo in casa per disinfettare le ferite. L’acqua ossigenata è un ottimo igienizzante e sbiancante ecologico. Questa sostanza, infatti, dopo il suo utilizzo, ha il grande vantaggio di non lasciare alcuna traccia della sua presenza , perché si decompone totalmente in acqua e ossigeno.
Grazie al suo potere “ossidante” viene utilizzata per pre-trattare le macchie (per es. di erba o di caffè), eliminare l’odore di sudore dalle magliette, pulire i muri dalla muffa, togliere la puzza di pesce e uova dalle stoviglie e molto altro ancora.

Riassumendo abbiamo imparato che:

1) L’acido citrico decalcifica (scioglie il calcare)
2) Il carbonato di sodio (soda solvay) sgrassa
3) L’acqua ossigenata igienizza

giovedì 14 giugno 2018

La relatività speciale di Einstein spiegata in modo semplice

Programma d'esame di scienze


Argomenti per la prova orale dell'Esame di Stato











lunedì 11 giugno 2018

La teoria dell'evoluzione (in sintesi)

La teoria dell'evoluzione di Charles Darwin è basata sui seguenti assunti:

  • variabilità intraspecifica: gli individui di ciascuna specie differiscono tra loro;
  • lotta per l'esistenza: le risorse di cui gli organismi hanno bisogno per vivere e riprodursi sono limitate, perciò gli esseri viventi entrano in competizione tra loro
  • sopravvivenza dei più adatti: alcuni individui hanno caratteristiche (ereditate dai genitori o acquisite casualmente a causa di mutazioni genetiche) che li rendono competitori più abili, cioè meglio adattati all'ambiente: perciò essi hanno il sopravvento nella lotta per l'esistenza
  • selezione naturale: soltanto gli individui meglio adattati all'ambiente sopravvivono abbastanza da riprodursi e passare ai figli le proprie caratteristiche;
  • nascita di nuove specie: l'accumulo di mutazioni vantaggiose fa comparire caratteri nuovi: le generazioni successive differiscono sempre più dalla popolazione di partenza, tanto che può avere origine una nuova specie;
  • estinzione di specie: quando le condizioni ambientali cambiano una specie può scomparire, se non è abbastanza numerosa o se non c'è tempo sufficiente perché si sviluppino adattamenti al nuovo habitat.
Precedentemente alla teoria di Darwin era in voga un'altra teoria dell'evoluzione formulata da Jean Baptiste Lamarck.
L'esempio del collo della giraffa illustra bene le differenze tra la teoria dell'evoluzione di Darwin e quella di Lamarck.









domenica 3 giugno 2018

Esercizi di Aritmetica e Geometria per la classe prima


Esercitazione di Matematica


Parte 1. Aritmetica

1. Rappresenta graficamente le seguenti frazioni:


2. Trova 5 frazioni equivalenti a quelle date:


3. Risolvi il seguente problema: un triangolo isoscele ha il perimetro di 20 cm e il lato obliquo è della base. Determina la misura dei lati del triangolo.

4. Calcola la seguente somma di frazioni


Parte 2. Geometria


1. Determina l’ampiezza degli angoli incogniti












2. In base alla seguente tabella stabilisci in quali casi si può formare il triangolo, motivando la risposta.


Lunghezza dei lati in cm
Si forma il triangolo?
10-30-18

7-10-12

5-5-10